La Fertirrigazione in Serricoltura PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni82   
Sabato 03 Ottobre 2009 13:49

Sui mercati si assiste ad una intensa competizione con le produzioni di altre nazioni ed, in questi scenari, è fondamentale collocare prodotti che rispondano alle esigenze dei consumatori e di qualità.
Nella Serricoltura, comparto produttivo agricolo considerato a più alto contenuto tecnologico, le nuove indirizzi di mercato hanno spinto sia gli operatori  sia i ricercatori a riconsiderare le precedenti tecniche di coltivazione sostituendole con pratiche molto più efficienti.
La Fertirrigazione (apporto mediante l’acqua irrigua di elementi nutritivi) è fra le pratiche adottate in serricoltura che ha conosciuto profondi mutamenti, mutamenti dovuti: all’aumento del costo dei fertilizzanti, ai limiti imposti dalla normativa per la tutela delle acque sotterranee ed alle maggiori conoscenze, in campo di nutrizione vegetale,che consentono di raggiungere alte rese e, nel contempo, produzioni qualitativamente migliori.
Gli squilibri nutritivi comportano alterazioni della fisiologia della pianta, che si ripercuotono sulla produzione, ne sono esempi la “Spalla gialla del pomodoro” e “il marciume apicale”.
Per evitare gli squilibri nutritivi è fondamentale calibrare una linea guida nutrizionale o “Piano di Concimazione” che consenta di fornire gli elementi nutritivi solo quando sono necessari o comunque per tempo.
Prima di impostare un qualsiasi piano di concimazione è fondamentale la conoscenza di:
  • Fertilità del terreno: attraverso l’analisi chimica del terreno;
  • La qualità dell’acqua irrigua: poiché è il solvente che veicola gli elementi nutritivi alle piante coltivate;
  • I Parametri irrigui: Volume di adacquamento (Quantità di acqua che viene distribuita su una superficie di riferimento ES. 1.000 mq), Frequenza di distribuzione;
  • Esigenze delle piante: le quali dipendono dalla coltura stessa (Es. pomodoro e peperone hanno esigenze diverse), dalla coltura che ha preceduto quella attuale, dalle potenzialità genetiche dell’ibrido prescelto, dalla fase fenologica in cui si trova la coltura, dal sistema di allevamento, dalla tipologia di ciclo di coltivazione (lungo, medio, o precoce) ed infine dal periodo di coltivazione (il clima influisce sul’assorbimento degli elementi nutritivi).
A titolo puramente indicativo si riporta parte del piano di concimazione per una fase del pomodoro “settembrino” tipologia Cherry.
Fase 2° dalla fioritura del 1° palco fino all’allegagione del 4° palco (Accrescimento)
Obbiettivi:
  • esaltare il metabolismo della pianta (respirazione e fotosintesi);
  • migliorare la fioritura e l’allegagione;
  • incrementare la consistenza dei tessuti: ai fini di prevenire eccessi di vigoria che rendono la pianta meno produttiva e più sensibile agli attacchi parassitari ed alle avversità ambientali.
Nota Bene: in questa fase è fondamentale aumentare il volume di adacquamento al fine di ridurre la salinità (espressa in grammi di concime a litri di acqua irrigua erogati) della soluzione del terreno, cioè permette alla pianta di assorbire meglio gli elementi nutritivi ed in particolare il Calcio ed il Magnesio.
Fosfato Monopotassico:  Migliora la fioritura, Consente un maggiore equilibrio tra la fase vegetativa e riproduttiva, Aumenta la consistenza dei tessuti e la resistenza contro le avversità ambientali e parassitarie 2 kg;
Solfato di magnesio: Induce la pianta a produrre clorofilla ed, indirettamente, aumenta l’attività fotosintetica, è a reazione acida ed abbassa il pH liberando quegli elementi nutritivi che non sono disponibili per le piante ad esempio in terreni calcarei il fosforo, ferro ed il calcio. Inoltre lo zolfo è precursore di alcuni amminoacidi fondamentali per esaltare la crescita della pianta 1 kg;
Ternario 20-20-20: apporta tutti i macroelementi (Azoto, Fosforo e Potassio) ed è fondamentale anche per raggiungere il titolo desiderato 3kg;
Chelato di ferro: fornisce ferro prontamente assimilabile delle piante, agisce intensificando il metabolismo 0,5 kg;
Volume di adaquamento: 5.000 lt/1.000 mq;  Impianto a goccia da 4 l/h per 30 minuti di irrigazione;
Totale concime distribuito: 6,5 kg/1.000mq ogni 7 giorni con 6 interventi nella fase;
Salinità [6,5 kg/5.000lt] = 1,29 g/lt [NB questo parametro deve essere tra 1 e 2 g/l];
Rapporto fra gli elementi (Azoto-Fosforo-Potassio)  raggiunto   1 : 2,7 : 2,1

Il principale errore che si commette in questa fase, causando squilibri nutrizionali è quello di diminuire il volume di adacquamento,  poiché le temperature diminuiscono ed anche le esigenze idriche delle piante, ma tenendo costante la quantità di concimi distribuiti. Ciò comporta l’aumento della salinità della soluzione. Se la salinità supera i 2-3 g/l  ostacola l’assorbimento di tutti gli elementi nutritivi ed in particolare del Calcio e del Magnesio. Inoltre lo stress salino causa turbe alla fioritura ed all’allegagione.
Onde evitare questo comune errore si consiglia di tenere il volume costante ma di aumentare il turno cioè il tempo, espresso in giorni, tra due irrigazioni.
Dott. Agr. Giovanni Di Raimondo
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Ultimo aggiornamento Sabato 03 Ottobre 2009 14:13
 
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