| La Fertirrigazione in Serricoltura |
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| Scritto da Gianni82 |
| Sabato 03 Ottobre 2009 13:49 |
Nella Serricoltura, comparto produttivo agricolo considerato a più alto contenuto tecnologico, le nuove indirizzi di mercato hanno spinto sia gli operatori sia i ricercatori a riconsiderare le precedenti tecniche di coltivazione sostituendole con pratiche molto più efficienti. La Fertirrigazione (apporto mediante l’acqua irrigua di elementi nutritivi) è fra le pratiche adottate in serricoltura che ha conosciuto profondi mutamenti, mutamenti dovuti: all’aumento del costo dei fertilizzanti, ai limiti imposti dalla normativa per la tutela delle acque sotterranee ed alle maggiori conoscenze, in campo di nutrizione vegetale,che consentono di raggiungere alte rese e, nel contempo, produzioni qualitativamente migliori. Gli squilibri nutritivi comportano alterazioni della fisiologia della pianta, che si ripercuotono sulla produzione, ne sono esempi la “Spalla gialla del pomodoro” e “il marciume apicale”. Per evitare gli squilibri nutritivi è fondamentale calibrare una linea guida nutrizionale o “Piano di Concimazione” che consenta di fornire gli elementi nutritivi solo quando sono necessari o comunque per tempo. Prima di impostare un qualsiasi piano di concimazione è fondamentale la conoscenza di:
Fase 2° dalla fioritura del 1° palco fino all’allegagione del 4° palco (Accrescimento) Obbiettivi:
Fosfato Monopotassico: Migliora la fioritura, Consente un maggiore equilibrio tra la fase vegetativa e riproduttiva, Aumenta la consistenza dei tessuti e la resistenza contro le avversità ambientali e parassitarie 2 kg; Solfato di magnesio: Induce la pianta a produrre clorofilla ed, indirettamente, aumenta l’attività fotosintetica, è a reazione acida ed abbassa il pH liberando quegli elementi nutritivi che non sono disponibili per le piante ad esempio in terreni calcarei il fosforo, ferro ed il calcio. Inoltre lo zolfo è precursore di alcuni amminoacidi fondamentali per esaltare la crescita della pianta 1 kg; Ternario 20-20-20: apporta tutti i macroelementi (Azoto, Fosforo e Potassio) ed è fondamentale anche per raggiungere il titolo desiderato 3kg; Chelato di ferro: fornisce ferro prontamente assimilabile delle piante, agisce intensificando il metabolismo 0,5 kg; Volume di adaquamento: 5.000 lt/1.000 mq; Impianto a goccia da 4 l/h per 30 minuti di irrigazione; Totale concime distribuito: 6,5 kg/1.000mq ogni 7 giorni con 6 interventi nella fase; Salinità [6,5 kg/5.000lt] = 1,29 g/lt [NB questo parametro deve essere tra 1 e 2 g/l]; Rapporto fra gli elementi (Azoto-Fosforo-Potassio) raggiunto 1 : 2,7 : 2,1 Il principale errore che si commette in questa fase, causando squilibri nutrizionali è quello di diminuire il volume di adacquamento, poiché le temperature diminuiscono ed anche le esigenze idriche delle piante, ma tenendo costante la quantità di concimi distribuiti. Ciò comporta l’aumento della salinità della soluzione. Se la salinità supera i 2-3 g/l ostacola l’assorbimento di tutti gli elementi nutritivi ed in particolare del Calcio e del Magnesio. Inoltre lo stress salino causa turbe alla fioritura ed all’allegagione. Onde evitare questo comune errore si consiglia di tenere il volume costante ma di aumentare il turno cioè il tempo, espresso in giorni, tra due irrigazioni. Dott. Agr. Giovanni Di Raimondo
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| Ultimo aggiornamento Sabato 03 Ottobre 2009 14:13 |