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Prima di essere noi a cercare Dio è Lui che cerca noi. Ci cerca da sempre. Non smette mai di porsi alla nostra ricerca, perché ci ama e non può sopportare la nostra separazione da Lui. Questo è il motivo per il quale il Padre ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito. E non solo lo ha mandato, ma lo ha anche dato per noi e per la nostra salvezza. Lo ha mandato e lo ha dato: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).
Gesù dunque non è venuto nel mondo a farsi una sorta di passeggiata romantica…Né si è limitato a farci una visita di cortesia o un giro di perlustrazione per vedere come andavano le cose dalle nostre parti... Si è fatto uomo sul serio, assumendo su di sé tutti i drammi dell’umanità, ossia facendosi carico di tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Non si può comprendere il Natale se non in questa prospettiva soteriologica. Dio si è fatto carne in Gesù per salvarci dalla carnalità di un’esistenza che, senza la sua grazia, è votata al fallimento, all’insignificanza, allo squallore di un materialismo crasso e di un godereccio edonismo, i cui “santuari” sono abitualmente frequentati da molti uomini del nostro tempo, i quali vivono come se Dio non esistesse, come se non li cercasse da sempre per sottrarli al peccato e renderli felici. Il compito più urgente della Chiesa è quello di annunciare questa verità, senza permettere che il mistero dell’incarnazione di Dio venga frainteso in termini di sdolcinato sentimentalismo o di aperto consumismo. Non si tratta di tuonare moralisticamente contro il Natale di “Babbo Natale”, ma di annunciare in positivo che in Gesù il Padre è venuto a dirci quanto ci ama! E continuamente ci ripete questa Parola fondamentale, che è Gesù stesso, Verbo fatto carne. Una sola Parola il Padre pronuncia dall’eternità e mai smette di comunicarla: Gesù, il suo Figlio unigenito, mediante il quale ci fa dono del suo Spirito, cioè del suo Amore! Adoriamo questo mistero con la stessa decisione dei pastori, che raccolsero l’invito degli angeli di andare ad adorare il nato Bambino. Diciamo anche noi come i pastori: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere” (Lc 2, 15). E dopo aver conosciuto questo mistero, facciamo in modo che anche altri possano conoscerlo per diventare anche loro adoratori dell’unico vero Dio, che in Gesù si manifesta come Amore e Salvezza.
don Mario Cascone
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