| “Se ami sei bello”: Natale e anelito alla Bellezza eterna |
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| Scritto da Don Mario Cascone |
| Martedì 14 Dicembre 2010 12:01 |
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Nel suo commento alla prima Lettera di Giovanni S. Agostino scrive: “Dio sempre è bellezza. Per primo ci ha amati, Lui che sempre è bello, e ci ha amati quando eravamo brutti e deformi; ci ha amati per renderci belli. In che modo saremo belli? Amando Lui che sempre è bello. Quanto cresce in te l'amore, tanto cresce la bellezza della tua anima. Assumendo un corpo, Egli prese sopra di sé la tua bruttezza per adattare se stesso a te e spingerti ad amare la bellezza. Quale bellezza? L'amore della carità. Se ami sei bello: ma non guardare te stesso; guarda a Colui dal quale sei stato reso bello!".
Natale come festa della Bellezza, dunque; una Bellezza che nasce dal Dio infinitamente Bello, il quale ci ha amati per primo e continua ad amarci anche nelle nostre “bruttezze”, anzi le fa sue, le assume su di sé, facendosi uomo e vivendo fino in fondo la fragile costituzione del nostro essere, le sue inclinazioni al male, la sua “carnalità” strutturale, ma anche il suo anelito alla Bellezza eterna, il suo desiderio di pulizia, di bontà, di gloria. Tutto questo è il Natale: meraviglioso scambio tra la bellezza infinita di Dio e la bruttezza dell’uomo peccatore! Uno scambio che faceva esclamare alla beata Angela da Foligno: “Hai disfatto te per fare me!”. Sì, Dio accetta di farsi brutto per amore nostro. La sua incarnazione è strettamente connessa alla redenzione, che si attua nel mistero scandaloso della Croce, già adombrato nella scelta di nascere povero tra i poveri e per i poveri. A costoro infatti è rivolto l’annuncio lieto del Regno: ai poveri, a coloro che si reputano bisognosi di salvezza e vivono la necessità stringente della fame di pane e di amore, di lavoro e di giustizia. Don Mario Cascone |