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La nostra provincia ritorna nel mirino delle grandi multinazionali petrolifere. Questa estate ai comuni di Vittoria, Comiso, Ragusa, Acate, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi, Caltagirone e Mazzarrone è giunta una istanza di permesso per ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi su un area di 38.040 kmq. L’istanza, a nome della società Enimed, interessa un’area di grande estensione all’interno dei territori
comunali delle suddette città e mette a rischio il nostro territorio per ulteriori usi speculativi e inquinanti dell’ambiente. In questi giorni, dopo le osservazioni fatte a settembre, Legambiente, insieme ai sindaci di Vittoria e Caltagirone, e alle associazioni Fondo Siciliano per la Natura e “il Ramarro onlus”, hanno spedito all’assessorato regionale Territorio e Ambiente una lettera di diffida a rilasciare parere positivo. Dichiara l’arch. Marco Marangio, del circolo Legambiente di Vittoria: “La procedura prevede una fase di confronto alla quale partecipano i soggetti coinvolti, e una seconda fase di esame e approvazione da parte dell’assessorato Regionale Territorio e ambiente. Entro il tempo utile i circoli Legambiente hanno trasmesso ai comuni di Vittoria, Ragusa e Caltagirone le dovute osservazioni, mettendo in evidenza la ricchezza e la delicatezza del nostro paesaggio, descrivendone i caratteri di pregio storico, archeologico, naturalistico, agricolo e turistico. Le trivellazioni comportano un uso speculativo e distruttivo del suolo che perpetua il tradizionale sistema di approvvigionamento energetico e ignora i nuovi orientamenti rivolti all’uso delle fonti rinnovabili. Il Val di Noto è sicuramente una risorsa, ma non petrolifera! Abbiamo un patrimonio storico e naturalistico di prim’ordine che potrebbe portare turismo e agricoltura di qualità. Queste nostre potenzialità dovrebbero essere protette dai comuni e dalla provincia concordi tra loro. Ringrazio il sindaco di Vittoria, avv. Nicosia e di Caltagirone, prof. Pignataro, per aver condiviso e firmato con noi questa lettera di diffida, è questa la dimostrazione concreta di come vanno difesi gli interessi territoriali in rete fra enti e cittadini. Il Piano Paesaggistico ci può difendere, ora più di prima, dalle ricerche selvagge di idrocarburi nel territorio ibleo. Agli amministratori dei comuni e della provincia chiediamo celerità nel processo di approvazione del Piano e soprattutto proposte concrete di sviluppo, che diano prosperità e crescita collettiva, senza compromettere la salute dei fiumi, del mare, dell’acqua, dell’agricoltura, dei boschi e della natura in generale, che sono le nostre ricchezze e le radici del nostro sviluppo”
Legambiente Valle dell’Ippari Onlus
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