Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie: "Non si possono lasciare indifferenti le parole dell’on. Lillo Speziale" PDF Stampa E-mail
Mondo NON PROFIT
Scritto da Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie   
Martedì 13 Luglio 2010 18:45

Non possono lasciare indifferenti le parole dell’on. Lillo Speziale, Presidente Commissione Antimafia dell’Ars,  in merito al livello di illegalità presente in provincia di Ragusa. Come è stato ribadito da analisi più approfondite, negli anni nei territori iblei non si è radicata la mafia che spara. A dispetto di tale particolarità storica, la provincia ha espresso tuttavia livelli di illegalità e incrostazioni mafiose non indifferenti.

E’ vero che la mafia tradizionale non ha “attecchito” in tale area così come altrove, ma essa è ben presente sotto forme mimetiche: riciclaggio, usura, ma anche racket, come recentemente si è ricordato in un convegno in memoria di Giovanni Spampinato, “giornalista ucciso a Ragusa perché scriveva troppo” su fatti illeciti frutto di intrecci fra trame nere e crimine organizzato.
Come “Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie”, coordinamento di Ragusa, siamo vicini alle persone che, pure alle nostre latitudini, vengono quotidianamente vessate nella loro attività di impresa dall’economia criminale.
Un esempio per tutti:  il “pomodorino mafioso”, che dal mercato di Vittoria parte per quello di Fondi, terra di clan camorristi e di cosche della ‘ndrangheta, per poi tornare nel sud-est ibleo, come documentato dalle inchieste di Repubblica, l’Espresso, il Sole 24Ore, e come riscontrato dai recenti arresti a Vittoria della DIA di Napoli nello scorso giugno.
La tracciabilità del fenomeno mafioso si rileva dall’ufficialità delle relazioni della DNA e DDA 2008, dal rapporto di Sos Impresa e dal rapporto Ecomafie di Legambiente 2009/2010,  nonché dalla Commissione Nazionale Antimafia nelle relazioni di minoranza 2006 a pag. 271, e nell’ultima relazione finale della Commissione Antimafia 2008 a pag. 50.

 

“Nella provincia di Ragusa la criminalità organizzata che si è andata ricostruendo ruota intorno al mercato ortofrutticolo di Vittoria e si concentra in particolare tra i comuni di Comiso, Vittoria e Ragusa. Nel 2008 è stata portata a termine un’operazione significativa denominata Flash back” (rapporto Sos Impresa 2008 pag. 15)

Tutto questo a danno delle forze produttive sane, dei lavoratori che vengono taglieggiati sulle buste paga, o assoldati in nero dai caporali come nel caso dei lavoratori immigrati. In un clima generale di “emergenza democratica”, come afferma il nostro presidente don Luigi Ciotti, in cui “i complici” delle mafie, come dell’Utri,  sono definiti “perseguitati” dalla magistratura, che invece fa solo il proprio dovere di ricerca della verità.
In un contesto generale in cui i mafiosi alla Mangano sono santificati come “eroi”, qualsiasi occasione per generare confusione è un punto di vantaggio concesso alle mafie, che di questo silenzio e di questa invisibilità hanno fatto una vera e propria strategia operativa.
“Se esiste meno mafia militare, oggi è aumentata la mentalità mafiosa nella società”, affermava poco tempo fa un alto magistrato della DDA di Palermo, allievo di Paolo Borsellino, dal quale abbiamo appreso che l’indifferenza genera la contiguità e quindi la complicità.
Ci auguriamo che le forze migliori delle istituzioni siano sempre attente a riconoscere e a fronteggiare le varie forme di illegalità, e delle mafie anzitutto, spesso annidate nei comitati di affari della politica, in sinergia con le cosiddette “mafie dei colletti bianchi”, le quali sicuramente non sparano, ma il cui contrasto dovrebbe essere la priorità vera dell’agenda della classe dirigente nazionale e locale di questo paese.

Gianluca Floridia – Libera, coordinamento prov. di Ragusa
Carlo Ruta – giornalista d’inchiesta, responsabile Libera Informazione, coordinamento prov. di Ragusa
Peppe Rizzo – Libera , coordinamento prov. di Ragusa
Giorgio Abate – Libera, coordinamento prov. di Ragusa
Giorgio Ruta – Libera , collettivo redazionale “Il Clandestino”, coordinamento prov. di Ragusa

Commenti (2)
  • emiliaNO fidone

    firmo anch'io: EMILIANO FIDONE coordinamento provinciale gc

  • Anonimo  - perche un'impresa e costretta a ricorrere al'usu

    perche un'impresa ricorre all'usura '''- cosa fanno le banche con persone oneste-per avere avuto una contestazione con una banca che costretto s mediare in quanto ti avevano sequestrato tutto e sei stato costretto al rientro quasi immediato-alla chiusura totale dei conti e dopo avere eatinto e-d ogni quallsiasi debito verso le banche e possedento beni immobili da dare in garanzia -la societa di cui si parla -risulta inaffidabile-non puo accedere ad alcun fido-il difetto della societa e stato quello di avere pagato- se non avessi pagato e sarei ricorso al giudizio della magistratura forse avrei avuto qualche speranza-il difetto e quello di essere onesti -essere costretti a chiudere bottega togliendo il pane a qualche operaio o ricorrere all'usura-mi rivolgo all'asso bancario che mi diano una risposta come agire e a chi mi devo rivolgere per continuare a lavorare onestamente non ho avuto protesti a carico dei soci non risultano pendenze tali da fare desistere l'affidamento in capo alla societa-non ho capito ancora che cosa significa INAFFIDABILE-perche ho pagato ed avuto una contestazione per tutte le banche sono INAFFIDABILE-chi ti costringe a ricorrere al'usura -non e mia volonta ma bensi sono gli enti preposti a non vagliare con attenzione i casi.

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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Luglio 2010 18:53
 
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