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Non a caso nella conferenza stampa di presentazione del nostro Movimento “Il Cittadino” si è tracciata la linea programmatica del gruppo: welfare e lavoro. Su questi temi scottanti abbiamo più volte affermato che, a fronte della drastica riduzione dei fondi regionali, occorre rivedere la spesa sociale di questa Città attraverso una riorganizzazione dei servizi. Come più volte ribadito dal
sottoscritto occorre razionalizzare la spesa con una cura maggiore nell’organizzare i servizi sociali che, pur tra mille difficoltà, hanno comunque dato risposte ai sempre maggiori bisogni di tante famiglie vittoriesi indigenti. Adesso, a minori risorse economiche disponibili deve corrispondere una inevitabile rivisitazione degli interventi da attuare: bisogna, ad esempio, guardare a nuove forme d’inserimento lavorativo per queste fasce sociali deboli e le borse lavoro ne rappresentano uno strumento ma non possono, né devono, essere i soli. Occorre formare una nuova coscienza del lavoro attraverso forme nuove di riprogettazione del mercato del lavoro che possa dare stabilità lavorativa a lungo periodo. Occorre dotarsi di tavoli tematici permanenti delle politiche sociali, ai quali debbono partecipare tutti gli attori del terzo settore, privato sociale, servizi sociali, Asp, Tribunale, ecc. per rilevare con periodicità gli effettivi bisogni del territorio. Inoltre, vista la carenza di risorse finanziarie dovuta ai tagli regionali, sarà importante attivare un’efficace progettazione per attingere ai FSE (fondi sociali europei) che incentivano tutte quelle forme di inclusione lavorativa dei soggetti svantaggiati. L’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati è in un certo senso, un “bene Comune” che produce “esternalità positive” a favore della comunità locali in termini di aumento della sicurezza e della coesione sociale, di qualità della vita e, non ultimo, di risparmio di risorse pubbliche investite in servizi di cura e, ancora, di contenimento che ne fanno uno dei migliori esempi di politiche attive del lavoro e di “Welfare dello sviluppo” Dobbiamo stimolare di più il privato sociale perché la produttività dell’impresa privata è superiore a quella dell’impresa pubblica. Per una politica di maggiore impiego di mano d’opera è obbligo dello Stato non solo non ostacolare l’investimento privato, ma anche favorirlo. Ed infine, occorre rilanciare la necessità che il Comune di Vittoria possa presto dotarsi della “Consulta del terzo settore”, strumento di fondamentale importanza per affrontare le varie problematiche del welfare vittoriese e non solo.
Il coordinatore Francesco Cannizzo
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