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Il Piano paesaggistico regionale è stato al centro, la settimana scorsa, di un incontro tra la sovrintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Vera Greco, e il vice-sindaco, Giovanni Caruano. L’esponente della giunta municipale, accompagnato dai tecnici Alberto Avarino,
Roberto Cosentino e Franco Poidomani, pur condividendo pienamente l’esigenza di tutelare il nostro paesaggio, ha contestato alcuni vincoli previsti dal Piano. “Abbiamo contestato gli evidenti sconfinamenti del Piano sul centro abitato di Scoglitti e sulla zona Sud di Vittoria – ha dichiarato Caruano -. I vincoli previsti investono le zone B e C, in evidente contrasto con il Piano regolatore generale e con le prerogative in materia urbanistica del Comune. Per quanto riguarda la fascia costiera, compresa fra Scoglitti e Macconi, rimane il vincolo irrazionale del “divieto di realizzazione di insediamenti serricoli”, che rischia di innescare un conflitto sociale senza precedenti, considerata la presenza diffusa di piccole aziende a conduzione familiare che traggono dall’attività agricola il loro unico sostentamento economico. Il Comune ha messo a verbale i rilievi mossi. Essendo necessario, nella fase della concertazione istituzionale, avere piena consapevolezza dei temi posti dal progetto di Piano proposto dalla Regione, ho invitato l’architetto Vera Greco, a un incontro informale e aperto con il consiglio comunale (ho già chiesto al presidente, Luigi D’Amato, di convocarlo), al fine di trovare insieme una soluzione che consenta di superare le gravi contraddizioni che caratterizzano il Piano paesaggistico regionale. L’incontro si svolgerà martedì 22 giugno. Ritengo che il dibattito debba estendersi anche al Parco degli Iblei, sebbene non siano coinvolti direttamente il comune di Vittoria e il suo territorio. Avanzeremo una proposta che preveda la gestione unica del Parco, della Riserva orientata del pino d’Aleppo e del Parco archeologico di Kamarina, nell’intento di migliorare la gestione del patrimonio ambientale provinciale e di eliminare gli sprechi derivanti da un’inutile moltiplicazione di responsabilità, competenze e consigli di amministrazione, che ha determinato, tra l’altro, inammissibili ritardi nella valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico e ambientale”.
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