Progetto “VOGLIO DIRE…” - Dalla “Giornata del Rifugiato” ai nuovi programmi per i giovani PDF Stampa E-mail
Mondo NON PROFIT - Varie
Scritto da Antonio La Monica   
Mercoledì 06 Luglio 2011 10:27

Un grande successo. Lo stand espositivo del progetto “Voglio dire..” all’interno della Giornata del rifugiato 2011” ha contribuito all’ottima riuscita dell’evento organizzato dalla Diocesi di Ragusa in collaborazione con la Caritas e la Fondazione San Giovanni Battista. “E’ importante lavorare – sottolinea Aurelio Guccione, presidente del Consorzio “La Città solidale” capofila del progetto “Voglio dire…” – per accogliere gli stranieri e, dunque, aiutarli nell’inserimento socio lavorativo. Mi auguro, in tal senso, che grazie alla collaborazione proficua tra il Consorzio La Città Solidale e la Fondazione San Giovanni si possa sempre fare di più e meglio per questi nostri amici”.
In occasione del 10° anno di presenza dei progetti per richiedenti asilo e rifugiati nel territorio diocesano, il progetto "Voglio dire..." ha scelto di essere presente con i propri ragazzi. Ragazzi che non si sono fatti certo pregare.
“Alcuni studenti del liceo Vico – spiegano Valentina Distefano ed Angelo Milazzo, tutor del progetto – hanno partecipato ai lavori di organizzazione fin dalla mattina, contribuendo alla preparazione dei cibi interetnici. I giovani della parrocchia San Pier Giuliano Eymard, inoltre, hanno preparato degli ottimi cannoli. Un modo per fare incontrare culture diverse anche attraverso il cibo”.
"Intendiamo proseguire su questa via di impegno - spiegano i tutor - perché crediamo che la storia dei richiedenti asilo e dei rifugiati sia anche la nostra storia. Partendo da questa consapevolezza vogliamo impegnarci per costruire, insieme ai tanti ragazzi che ci seguono, una società migliore. Il progetto, infatti, punta alla valorizzazione di una società multiculturale e crede nella forza dell'incontro".
Lo stand, realizzato in collaborazione con l’associazione “Terra e popoli” ha raccolto alcuni significativi messaggi lasciati dai partecipanti alla festa.
“Il mondo –troviamo scritto nei messaggi – è la mia città”. Ed ancora: “Le differenze sono il sale della vita”; “La gente ha paura di perdere la propria identità, io penso che solo confrontandosi con l’altro la si possa ritrovare”.
Per l’immediato futuro, infine, prende il via “Dire l’altro, oltre i confini del Mediterraneo”. L’iniziativa ha l’obiettivo di favorire una convivenza solidale tra le popolazioni del Mediterraneo, promuovendo percorsi di conoscenza e confronto che coinvolgano le diverse culture, al fine di offrire esempi tangibili di incontro, accoglienza, integrazione e pacifica convivenza tra i popoli.
A tal fine si favorirà l’inserimento di 2 gruppi multiculturali all’interno dei programmi “Tanzania: scuola, comunità e tradizione” e “Identità Yanesha: educazione, ambiente ed ecoturismo”, realizzati dall’Associazione Terra e Popoli Onlus.

Antonio La Monica

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