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Scritto da salvatore stornello
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Giovedì 02 Settembre 2010 14:50 |
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cari amici, oggi tratteremo uno degli argomenti a cui sono particolarmente legato: quello dei meccanismi di difesa in persone afflitte da disturbi psicologici. Affermo subito che il sapere medico non potrebbe mai affrontare un problema di livello psicologico, quali traumi d'infanzia, fobie e disturbi di tipo nevrotico, si limiterebbe soltanto ad un sapere più somatico da curare farmacologicamente. Proprio per questo che si è sviluppata la talking cure o meglio la cura della parola, un metodo sviluppato da Freud più di cento anni fa ,sempre giovane e sempre più usato da psicologi dinamici e psicoanalisti.
Nel soggetto colpito da traumi d'infanzia; quali abuso, maltrattamenti ecc, entrano in gioco delle forze mentali che prendono il nome di meccanismi di difesa. Ne abbiamo vari; la più famosa è quella della rimozione, in cui il soggetto esclude dalla coscienza i propri traumi, dimenticandoli apparentemente, perchè ritornano spesso e volentieri nei sogni, nei lapsus e negli atti mancati. Poi abbiamo il diniego, quando il soggetto si convince che un fatto non è accaduto. Continuando possiamo citare la proiezione, cioè proietta ad un altro i propri traumi, abbiamo anche l'identificazione con l'aggressore con cui il soggetto colpito da abuso ripete quello che ha subito su un'altra persona. Concludo con l'acting out, in cui il soggetto fa una cosa senza preoccuparsi delle conseguenze: es, io stavo male, ha preso le forbici ed ho iniziato a tagliarmi. I meccanismi di difesa hanno bisogno sempre di essere alimentati da energia psichica, per questo sono una fonte di malessere e per questo il paziente nel transfert anche grazie alle libere associazioni deve riuscire ad eliminarle, trasferli a l'analista che come un segretario li custodisce gelosamente.
SALVATORE STORNELLO
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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Settembre 2010 17:44 |