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Cari lettori, questo è il mio primo articolo sulla rubrica di psicologia e come primo argomento parlerò della Personalità e dei suoi disturbi. Relativamente a questa tematica cercherò di illustrare sinteticamente le varie tappe storiche fino ai nostri giorni. Infatti sono state formulate delle differenti concettualizzazioni che si rifanno a modelli teorici di varia natura Psicoanalitica, cognitivista, comportamentale, fenomenologia, sistemico- relazionale.
Già nel 428-347 a.c. Platone elaborò una sua teoria della personalità. Secondo Platone, l’ anima è costituita da tre parti:l’anima razionale, l’anima irascibile (impulsi alti e nobili) e l’anima concupiscibile (impulsi bassi e ciechi). Kritschmer cerca di spiegare le differenze individuali in termini di differenze nell’adattamento psicologico. Egli formulò una teoria basata sulla morfologia:- dall’aspetto somatico è possibile distinguere fra tre tipi di carattere ciascuno associato ad una costituzione fisica. Il tipo “Astenico”viene descritto come introverso e insensibile con scarsi rapporti sociali tendente alla schizofrenia; il tipo “Picnico”che mostra ampie fluttuazioni di umore che tende a manifestare i sintomi clinici della condizione maniaco-depressiva; ed infine il tipo “Atletico”che ha una personalità caratterizzata da energia e decisione,predisposto all’aggressività. Tra i principali approcci troviamole teorie psicodinamiche ossia il risultato di una lotta all’interno della nostra mente a livello inconscio; in quanto nella personalità sono presenti forze interiori inconsce con la parte cosciente (l’Es contro l’Io). Nelle teorie Comportamentiste il fulcro è rappresentato dall’apprendimento ,dai comportamenti manifesti,rinforzi e dalla routine. I disturbi di personalità comprendono un gruppo di condizioni psicopatologiche caratterizzati da modalità pervasive e complesse,di rapporto patologico con i propri vissuti soggettivi, con gli altri, con gli eventi esistenziali e gli accadimenti esterni. L’interesse clinico e sperimentale è cresciuto nel 1980, quindi è stato istituito l’asse II. Per avere una prognosi sui disturbi di personalità bisogna determinare che i tratti di personalità causino un disagio psichico ,abbiano un disagio precoce, siano pervasivi e persistenti. Per quanto riguarda i diversi tipi di disturbi il DSM–IV ne propone tre gruppi:-
- Cluster A: caratterizzati dalla stravaganza e dall’eccentricità:si tratta di personalità patologiche che contengono elementi sfumati di dissociazione,di cui fanno parte : il Disturbo Paranoide di personalità, Disturbo Schizoide e Schizotipico.
- Cluster B: sono alterazioni patologiche della personalità in cui è riconoscibile un alterazione affettiva e del controllo degli impulsi di cui fanno parte: il Disturbo Antisociale,Bordeline,Istrionico e Narcisistico.
- Cluster C: sono disturbi caratterizzati dall’ansietà e da problemi di controllo emotivo tra cui il Disturbo Evitante, Dipendente e Ossessivo-Compulsivo.
Ma quali possono essere le cause o i fattori scatenanti di un qualsiasi disturbo di personalità? Tra le risposte abbiamo il “Parenting”cioè la modalità di “Accudimento e Attaccamento”, e gli aspetti sociali ossia i condizionamenti culturali e le sollecitazioni sociali. Lo studioso più autorevole a questo riguardo è stato “Bowlby” che ha compiuto svariati studi sulla relazione Bambino-Genitore traendone conclusioni attraverso una interpretazione in chiave cognitivista.Dai suoi studi sono emersi tre principali tipi di Attaccamento:-Attaccamento Sicuro,Attaccamento Ansioso-resistente, Attaccamento Ansioso-evitante. Lo scopo di questa classificazione è quella di fornire un analisi di come nascono e si sviluppano i vari disturbi di personalità
MARIANGELA APRILE
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belissimo articolo!!!!!!!!