Carissima collega,
aprrezzo molto la sua tesi per quanto riguarda il delicatissimo problema della schizofrenia; dall'eziopatogenesi all'intervento terapeutico, l'unica cosa che un pò mi lascia perplesso, è la visione olistica del paziente in quanto Lei, vede tutto il complesso in un'unica ottica che sarebbe quella di stampo cognitivo - comportamentale.Il paziente non deve essere guidato dal terapeuta per scoprire le cause dal suo malessere, ma deve essere il paziente stesso a prendere atto e a far prendere atto delle cause che danno origine alla sua psicosi. Concludo il mio intervento con un aforisma: Non è lo psicologo che studia il paziente, ma è il paziente che si studia attraverso lo psicologo!!!!!!