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Cari Lettori, in questo articolo vi parlerò della “Schizofrenia”,della sua Eziologia,del decorso e dei possibili interventi terapeutici. Innanzitutto bisogna non sottovalutare il ruolo fondamentale dello psicologo nella scuola per l’individuazione dei sintomi di base per il riconoscimento precoce di un eventuale processo patologico. Tutti questo ruota intorno al discorso della prevenzione
precoce della schizofrenia per cui la vulnerabilità “genomica o genetica” diventa nella fase successiva lavoro per lo psichiatra. Altro elemento importante nella logica della prevenzione è “l’ambiente familiare”,infatti è molto probabile che all’interno di genitori schizofrenici si abbiano degli psicotici con l’aggiunta di coomorbilità cioè l’assunzione all’interno della famiglia di uso di sostanze. Di conseguenza l’intervento mirato alla famiglia è di tipo psico-educazionale ,perché da gli strumenti per evitare allarmismi,superare la paura,gestire la situazione problematica,affrontare il quadro patologico e clinico e il contenuto della “terapia farmacologia e psicoanalitica”,in quanto la cura non deve essere improntata esclusivamente sul farmaco e tale scopo deve esserci stretta collaborazione tra psicologo e psichiatra. Ma cosa succede precisamente nella mente di uno psicotico? All’interno di un soggetto psicotico si assiste al degrado del pensiero e di una totale confusione. Uno stato psicotico si avvicina molto ad uno stato autistico per il semplice motivo della visione olistica e non globale di tutto il contesto:- per usare un linguaggio comprensibile a tutti , si tratta di un sistema entrato in “totale disordine”. Compito dello psicologo è quello di riportare il soggetto ad usare i pochi spazi rimasti , a rivalutare la propria vita e ricostruire insieme al paziente il senso della vita , cioè l’immagine globale e il significato per cui valga la pena di vivere. La Schizofrenia si basa su un modello multifattoriale cioè:
- Vulnerabilità biologica cioè genoma;
- Storia dello sviluppo dove cruciale è il ruolo del “Parenting”, i fattori sociali e culturali;
- Eventi chiave in grado di trigerare una crisi:- i cosidetti“fattori di stress”;
- infine il decorso che appare migliore nei paesi in via di sviluppo in quanto la vita semplice e meno stressante è di maggiore aiuto nella cura terapeutica.
Nella psicopatologia della schizofrenia numerosi processi della mente sono alterati tra cui:
- l’attenzione,la memoria, le emozioni,le competenze relazionali e comportamentali,le allucinazioni e i deliri.
La triade della schizofrenia si basa sul:
- Deterioramento delle attività unificanti del sé;
- Compromissione dell’identità personale;
- Rottura della narrativa;
Per questo motivo un trattamento farmacologico e psicoterapeutico è in grado di curare qualunque affezione e la modificazione degli schemi neuronali.
Il paziente impara a gestire e controllare con un filo logico la sua storia , infine viene illustrato un nuovo protocollo per la terapia e la riabilitazione del paziente afflitto da schizofrenia. Le varie topiche sono :
- gestione della crisi,
- trattamento dei sintomi negativi,
- prevenzione del suicidio elemento alto al momento dell’inizio della psicoterapia,
- reinserimento sociale e lavorativo del paziente.
Per concludere la sfida più importante è dare “Speranza alla Persona”.
MARIANGELA APRILE
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Carissima collega,
aprrezzo molto la sua tesi per quanto riguarda il delicatissimo problema della schizofrenia; dall'eziopatogenesi all'intervento terapeutico, l'unica cosa che un pò mi lascia perplesso, è la visione olistica del paziente in quanto Lei, vede tutto il complesso in un'unica ottica che sarebbe quella di stampo cognitivo - comportamentale.Il paziente non deve essere guidato dal terapeuta per scoprire le cause dal suo malessere, ma deve essere il paziente stesso a prendere atto e a far prendere atto delle cause che danno origine alla sua psicosi. Concludo il mio intervento con un aforisma: Non è lo psicologo che studia il paziente, ma è il paziente che si studia attraverso lo psicologo!!!!!!