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Nell'ultima seduta consiliare si è discusso di piano paesaggistico. In un primo momento erano stati invitati gli ambientalisti, ma poi è stata sollevata una obiezione dal consigliere di opposizione Lombardo per impedire che questi parlassero, e così è stato. In conclusione, è stato possibile solo ascoltare le
posizioni delle varie forze politiche presenti in consiglio, preoccupate all'unanimità unicamente del destino della serricultura. Si sono espressi tutti a sfavore del "Progetto d'ambito Macconi", a partire dal Partito Democratico al movimento di opposizione del consigliere Aiello, fino al partito di Sinistra ecologia e libertà. Il suddetto progetto d'ambito, è un documento strategico che propone uno sviluppo turistico sostenibile della costa Macconi, e prevede la rinaturazione della fascia costiera. Esso consente la presenza delle serre, ma ad una distanza adeguata dalla battigia, in modo che la costa possa tornare appetibile da un punto di vista turistico. Non si tratta di turismo di massa, ma di un turismo da gestire all'interno stesso delle aziende agricole, in un contesto di agricoltura multifunzione. Il piano prevede, a partire dalla battigia, la presenza dell'arenile, la ricostituzione delle dune, che non dimentichiamo rappresentano un contrasto all'erosione della costa; a seguire le retrodune, poi una striscia di piantumazione con all'interno un percorso pedonale-ciclabile, quindi le serre. Chi cede gli spazi ha diritto per compensazione alla possibilità di creare nuclei di servizi turistici. Non stiamo parlando di alberghi o ancora peggio di villaggi, come auspicato dal consigliere Aiello nel suo intervento, ma di camping, B&b, lidi attrezzati per l'affitto di cabine ed ombrelloni, parcheggi, ristoranti, pub, pizzerie, bar, strutture facilmente gestibili da noi stessi Vittoriesi, senza attirare gli appetiti di chi terrebbe per se gli utili di gestione per lasciare le briciole agli indigeni. Naturalmente per fare questo, non possiamo continuare a tenere le serre a trenta metri dalla battigia, al posto delle dune. A noi Verdi, sembra sprecato il litorale ad Ovest di Scoglitti, il lido Macconi, e lo diciamo, senza mezzi termini, direttamente ai proprietari di questi terreni. Agricoltori, che conoscono bene la differenza tra i guadagni di ieri e quelli risicati di oggi. Lavoratori che vorrebbero la soddisfazione di lasciare ai propri figli la possibilità di vivere con i proventi dell'azienda di famiglia, evitando il rischio di incappare nelle malattie professionali. Se la politica è miope, tanto da riuscire a far naufragare anche i progetti che potrebbero dare altre chance al territorio, chi possiede un tratto di frontemare, abbia l'ardire di utilizzarlo a fini turistici. Certo non si potrà ottenere quanto prevede il documento strategico contenuto nel piano paesaggistico, probabilmente ne verrà fuori un paesaggio simile a qualche disordinata periferia di Vittoria, ma almeno nasceranno nuovi posti di lavoro.
Il coordinatore cittadino dei Verdi Gianni Stracquadanio
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