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È ormai assodato che le varie attività produttive in provincia di Ragusa, debbano fare i conti col turismo e, lasciargli spazio, ove possibile soprattutto in quei territori vocati ad attirare ospiti interessati al fascino unico offerto dai muri a secco, i fabbricati rurali,
le chiuse che si propagano fino al fronte mare, in una parola il magnifico tavolato ibleo. Forse chi lavora fisicamente all’interno di questa realtà, non si rende conto della unicità del territorio in cui opera, ma dovrebbe a maggior ragione difenderlo da trasformazioni radicali. Noi Verdi condividiamo la posizione della dott.ssa architetto Vera Greco che ha individuato nel tavolato ibleo delle caratteristiche che lo rendono unico al mondo, e la ringraziamo per l’azione svolta in sua difesa. Se il consigliere Ignazio Abbate chiede le dimissioni della Signora Greco e preferisce magari un palazzinaro alla direzione della sovraintendenza ai beni culturali di Ragusa non ci meravigliamo affatto. Torna infatti alla mente ciò che accadde un paio di anni or sono, quando lo stesso Abbate, in modo del tutto organico alla destra, diede voto favorevole alla mozione presentata dal consigliere del PDL Mandarà per la riperimetrazione della R.N.O. del pino d’aleppo. Lo scopo era quello di sanare le serre costruite abusivamente in pieno Sito di Interesse Comunitario. Abbate continua a deludere perché, nonostante sia capogruppo alla provincia di Sinistra Ecologia e Libertà, altro non fa che reclamare la libertà di distruggere l’ecologia, trascurando candidamente cosa è la destra e cosa è la sinistra. Se il piano paesistico tutela il territorio e promuove lo sviluppo del turismo, noi Verdi lo sosteniamo. Già nel 2007(vedi editoriale del quotidiano la sicilia del 04/09/2007) per ciò che concerne il fronte mare che si estende ad ovest di Scoglitti verso il lido macconi, proponemmo di incoraggiare una “trasformazione” ulteriore della già così chiamata “fascia trasformata” in favore di strutture turistiche a basso impatto ambientale, cambiamento oggi finalmente proposto dal piano paesistico. Trasformazioni di tale entità possono e devono essere realizzate da imprese a carattere familiare e comunque da piccole imprese locali. Chi si opponesse a questo orientamento, risulta ai nostri occhi essere uno stolto, e mostra di non capire da che parte sta il futuro della nostra economia. Chi vuole praticare la serricultura lo faccia nell’entroterra. I luoghi di attrazione, come le riserve e le nostre spiagge dorate fungano da vetrine per attirare i turisti che potranno apprezzare, in un percorso enogastronomico i nostri vini e, naturalmente le locali produzioni orticole.
I VERDI DI VITTORIA
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