|

Tutti abbiamo contezza che la minaccia incombente sulle palme, il punteruolo rosso, non accenna a placarsi. Nonostante le pubbliche amministrazioni applichino vari stratagemmi e terapie, rischiamo di perdere un patrimonio identitario secolare del nostro territorio. In questo particolare periodo
dell’anno poi, le palme subiscono un altro attacco, vengono private delle foglie centrali, più tenere, al fine di realizzare intrecci di foglie, in vendita agli angoli delle strade. Prima dell’invasione del coleottero parassita, le palme avevano sempre resistito a questa pratica riferibile alla tradizione quaresimale, alla quale non possiamo negare di essere tutti, chi più chi meno, legati. Nulla contro la tradizione o la religione, semplicemente la richiesta di una tregua nei confronti di questi alberi che essendo già impegnati su un fronte, temiamo possano soccombere sotto un fuoco incrociato. Ci riteniamo inoltre convinti che le folle che accolsero l’ingresso del Cristo a Gerusalemme non si permisero di attingere al cuore delle palme, bensì ai rami esterni, in modo da non nuocere alle essenze, in fede al rispetto che i popoli che vivevano di agricoltura, dell’epoca, nutrivano nei confronti del patrimonio vegetale. Perdere le palme significherebbe perdere inevitabilmente anche la tradizione, ed è per questo che facciamo appello alle autorità religiose e non, affinchè scoraggino l’acquisto dei manufatti, interrompendo un circolo vizioso; con l’intento comune di preservare il patrimonio arboreo, culturale e religioso.
Il coordinatore dei Verdi di Vittoria Gianni Stracquadanio
|