La libertà è dentro di noi
| Consigliere Aggiunto in rappresentanza dei migranti |
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| Scritto da Fabio Prelati |
| Giovedì 18 Marzo 2010 15:26 |
Per quanto l’immigrazione sia un fenomeno ad evidente carattere globale, essa ha sicuramente ricadute incisive anche a livello locale. Come suggerito da Caponio [2006, p.9] la migrazione è sempre una migrazione fra luoghi: “la dimensione locale è fondamentale nelle relazioni sociali del migrante,
che si concretizzano in un intreccio continuo d’interazioni e contatti tra contesti d’origine e di destinazione, tra paesi o città più o meno distanti fra loro”. L’integrazione degli immigrati stranieri nei loro contesti di vita e di lavoro si concretizza in rapporti di vicinato, in un uso più o meno visibile degli spazi della residenzialità e del lavoro, nell’appropriazione e talvolta anche nella re-interpretazione di luoghi pubblici (parchi, piazze, vie, ecc.). In quest’ottica diventa dunque interessante studiare il processo d’integrazione dei migranti a livello locale, cioè là dove questo si realizza e prende forma. La città diventa quindi ambito di studio privilegiato per poter cogliere le diverse sfaccettature assunte dal processo di integrazione proprio perché su piccola scala maggiormente emergono le interazioni tra i diversi ambiti della vita degli individui. È la dimensione locale il reale terreno di prova delle politiche (siano essere europee, nazionali o appunto locali), dove emergono contraddizioni, errori e punti di forza. A mio parere la figura del Consigliere Aggiunto rappresenta l’inizio di un processo di integrazione, che va al di là della semplice convivenza, perché nel parlare di integrazione bisogna considerare non soltanto l’aspetto sociale e culturale ma anche di integrazione politica, giuridica, normativa. Il Consigliere Aggiunto, è tenuto a svolgere un lavoro di ponte tra le comunità straniere e l’amministrazione comunale, può intervenire nelle sedute, può chiedere l’ordine del giorno, emendamenti anche se, secondo la normativa esistente, non ha il diritto di voto sia all’interno del Consiglio Comunale sia all’interno delle diverse commissioni permanenti alle quali partecipa.
Ogni individuo concorre, con il suo agire, alla realizzazione dell'integrazione. Essa si concretizza nella famiglia e nel vicinato, nella realtà lavorativa e nel tempo libero. L'integrazione è un processo sociale. L'integrazione non è mai terminata o "raggiunta". È un processo che interessa tutti i membri di una società: giovani e anziani, uomini e donne, autoctoni o immigrati. Disponibilità a integrarsi significa confrontarsi con la realtà societale. L'integrazione presuppone pari diritti e pari opportunità. Per consentire la partecipazione al processo integrativo occorrono pari diritti e obblighi nonché pari opportunità sul piano sociale ed economico. I diritti e i doveri si fondano sulle strutture democratiche, la libertà d'opinione e il divieto di ogni discriminazione. Dal profilo sociale ed economico, le diseguaglianze sociali vanno colmate mediante misure specifiche tese a promuovere pari opportunità e a rafforzare i presupposti grazie ai quali gli individui possono poi sviluppare le proprie opportunità. Integrazione è partecipazione. Integrazione significa che tutte le persone che costituiscono una società partecipano a tale processo. La partecipazione e il coinvolgimento comportano la possibilità di esprimersi in tutti i settori societali e danno voce alla volontà di contribuire alla vita sociale, economica e culturale. L'integrazione è un compito di tutti. L'integrazione non concerne unicamente individui o gruppi di individui. Essa è un processo della società intera e poggia pertanto su un interesse societale comune. L'integrazione è un compito dello Stato e di tutti i cittadini, inteso a creare in tutti gli ambiti della società le condizioni necessarie per consentire una partecipazione all'insegna di pari diritti e opportunità. L’integrazione di chi non conosciamo, di chi è culturalmente diverso da noi, è sempre un’occasione per integrare meglio noi stessi nella società in cui viviamo! È intenzione del sottoscritto concertare il Regolamento di disciplina per l’istituzione del consigliere Aggiunto con le associazioni che rappresentano i migranti presenti nel nostro territorio. Andranno confrontate, in particolare, le modalità di rappresentanza e di elezione. Un altro obiettivo parallelo sarà quello della costituzione della “Consulta dei migranti” che avrà il compito di formulare proposte agli organismi competenti, esprimere pareri ed assumere iniziativa su tutte le materie relative ai fenomeni dell'immigrazione e del multiculturalismo. Ecco, di seguito, l’articolo 1 della “Bozza di regolamento”: Art. 1 Istituzione e funzioni.
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