La libertà è dentro di noi
| Ospedale Guzzardi di Vittoria, scommessa vinta |
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| Scritto da Fabio Prelati |
| Martedì 06 Aprile 2010 01:01 |
“Questo è l’ospedale, c’è chi scende e c’è chi sale…”, è il noto refrain di una canzone che sta spopolando fra i più giovani, ma che evidentemente piace molto alla Giunta Lombardo e all’assessore alla Sanità, Russo. A salire ed a scendere sono i posti letto del “Guzzardi” di Vittoria.
Nei giorni scorsi ero stato facile profeta nell’ipotizzare che sarebbe arrivato da Palermo l’uovo pasquale con dentro la sorpresa: i posti letto da 138 a 140 e la qualità della sanità ipparina salva! Ma pensano, davvero, che i vittoriesi vadano in giro con l’anello al naso? Il problema non erano, e non lo sono, i due posti in più o in meno, comunque importanti e necessari per non perdere la Direzione sanitaria, quanto le scelte complessive che riguardano il nostro nosocomio. I posti letto decurtati senza nessuna logica in reparti resi efficienti grazie alla professionalità degli operatori sanitari, medici e paramedici, determineranno, come in pediatria, il ricovero in altre strutture provinciali; le risorse umane sempre più insufficienti mettono in serio dubbio finanche la possibilità della guardia medica h24 in molti reparti; gli scarsi mezzi finanziari determinano le lunghe liste d’attesa per svariati esami diagnostici, e si potrebbe continuare. Con riferimento poi alla nota dell’on. Incardona che apprezza il mio humor, vorrei precisare che lo spirito del mio pensiero non era affatto umoristico, quanto sarcastico. Un sarcasmo amaro, dettato dal fatto che su temi seri ed importanti quali quelli della salute non si può avere, da parte della Regione e della parte politica che governa, un atteggiamento così approssimativo e superficiale. Si possono mai prevedere 138 posti letto sapendo che il limite di Legge per mantenere la Direzione sanitaria è 140? E poi fare marcia indietro manifestando tutta la propria incompetenza? Per quanto attiene alle proposte concrete, è il caso di ricordare che ci sono già le indicazioni emerse dalla conferenza dei sindaci, a meno che non si voglia non tener conto anche di queste. Naturalmente tutto ciò non è riferito solo all’on. Incardona che, come è giusto che sia, fa la propria parte per difendere il territorio, ma la verità è che anche lui, come tutti i siciliani, subisce quel meccanismo politico perverso che fonda il proprio potere sulla sanità pubblica e soprattutto in quella privata. Che la sanità in Sicilia rappresenti uno straordinario bacino elettorale e clientelistico non lo scopro certamente io. C’è chi parla di “mafia bianca” riferendosi agli intrecci politico – affaristici che sottintendono appalti milionari, convenzioni, consulenze e primariati. Ancora oggi vengono stipulate convenzioni milionarie con cliniche private che appartengono a deputati di maggioranza; sono ancora congelati i tagli già deliberati di 553 posti letto. I tagli, o meglio la riconversione dei posti (da ricoveri per acuti a lungodegenza) sono stati rinviati- solo per le cliniche- al 2010. E ancora non si sono realizzati. A tutto questo occorre ribellarsi con forza senza appartenenze ideologiche. Gli interessi in gioco sono molto alti! Fabio Prelati - capogruppo IdV in consiglio comunale - vittoria
Commenti (2)
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Meno male che a Vittoria tutti conoscono tutti e per fortuna , dei cittadini, anche tu lo sei. Ma voglio ricordarti, anche se fai finta di non saperlo, che dietro ogni risultato c'è sempre l'impegno ed il lavoro di di "qualcuno". Nel caso in specie, fra gli altri vi è stato il mio personale di concerto con l'On. Nino Minardo. Faresti bene ad avere rispetto per coloro i quali abbiamo sempre lavorato per la città di Vittoria e per la Frazione di Scoglitti e, cosa ormai rara, sempre nella stessa parte politica dal 1988. Come tu ben sai è duro lavorare ed è meglio guardare lavorare gli altri, mentre è ben più facile fare il gettafango di turno, ora in un partito, ieri in un altro, l'altro ieri in un altro ancora, prima in altri ancora e così via discorrendo. Buon lavoro ! (che sia la volta buona ?)
Riccardo Terranova