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La politica locale è già in pieno fermento per l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, tanto che da qualche giorno assistiamo al proliferare di aspiranti a sindaco. Questo fermento, tuttavia, non coinvolge i tanti cittadini che da tempo si sentono traditi e delusi per quanto la politica
non riesce a fare, soprattutto nei confronti dei giovani che oramai nutrono una disaffezione alla politica che li allontana sempre più. La politica per riappropriarsi di quel ruolo vitale e decisivo che la Costituzione ad essa attribuisce, deve cambiare rotta, deve essere propositiva, coinvolgente, trasparente, vicina alla gente, mirare ad obiettivi ambiziosi, ecc…, deve essere, innanzitutto, coerente. Il proliferare degli aspiranti a sindaco, potrebbe far pensare ad una rivoluzione culturale del popolo che, appassionato, attratto da un forte sentimento verso l’ interesse pubblico, vuole partecipare attivamente alla competizione elettorale scegliendo direttamente da chi farsi governare e prendere parte alle scelte amministrative, ma, purtroppo, in città, non credo ci sia questo sentore, tutt’altro. Nella nostra città, invece, si registra, un forte rifiuto alla partecipazione elettorale dovuto non solo alla ormai inesistenza delle identità politiche, ma, soprattutto, ai fallimenti delle amministrazioni che si sono succedute che, sicuramente, non giovano alla crescita e allo sviluppo della città. Se la politica locale intende invertire questa tendenza, deve uscire fuori dalle regole spesso dettate da interessi particolari e perseguire obiettivi generali, di grande interesse pubblico, iniziando dalle cose più semplici, innanzitutto, dall’essere coerente col proprio elettorato, spesso dimenticato anche nelle fasi pre-decisionali. In primis, coloro che si propongono quali candidati a Sindaco, dovrebbero, anzi tempo, dichiarare con quale coalizione si apparenterebbero nel caso di ballottaggio di altri candidati. Questo sarebbe un bel esempio di coerenza politica che sicuramente non guasta alla luce dei tanti che vanno girovagando per accaparrarsi un posto al sole. I cittadini hanno già sperimentato a loro spese i fallimenti dei laboratori politici e delle strategie per accrescere il potere politico contrattuale nella fase del ballottaggio. I cittadini, invece, devono pretendere dalla politica il meglio. Questa pretesa può essere esercitata attraverso il voto, un diritto che dobbiamo esercitare con diligenza scegliendo le persone giuste che rispondono a criteri di onestà e capacità. Non votare significa delegare agli altri il tuo destino. Il voto è una cosa preziosa che non possiamo barattare per nessun motivo.
Vittoria 21 febbraio 2010 IL CONSIGLIERE COMUNALE Nello Dieli
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