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Gli accadimenti di questi giorni mettono il sigillo a quello che è stato il “leit motiv” del programma di sviluppo della nostra città portato avanti dall’UDC, con particolare riferimento alla riorganizzazione del mercato ortofrutticolo di Vittoria quale volano per un nuovo sviluppo della città secondo criteri di trasparenza e legalità avendo come fulcro il ruolo della
produzione. Sembravano discorsi retorici i nostri, sulla necessità di una rivoluzione al mercato, ma la dura realtà ci fa capire come, anche se l’inchiesta ipotizza le responsabilità di una minoranza dei box, era tutta l’attività del mercato di Vittoria ad essere intossicata. E’ chiaro che la nuova aria che si respirerà da ora in avanti, sarà utile a far progredire i lavori del “tavolo tecnico” che si sta occupando, nell’ambito dell’Assessorato allo Sviluppo Economico, del progetto di riorganizzazione, anche gestionale, del mercato ortofrutticolo. Come si sa, esso prevede la costituzione di due consorzi, uno di produttori ed uno di operatori commerciali, con la Vittoria Mercati srl quale ente gestore. Altri punti qualificanti sono il sistema di messa in rete delle quantità trattate e dei relativi prezzi (per fare diventare Vittoria il centro di determinazione dei prezzi) e la centralizzazione dei pagamenti mediante una Banca-tesoreria, oltre alla centralizzazione dei servizi assicurativi sui crediti, per eliminare alla radice il problema truffe. Più innovativa è l’idea, ancora più attuale alla luce dei fatti recenti, dell’istituzione del marchio “Mafia free”, da realizzare con protocollo d’intesa tra gli operatori del mercato e gli organi istituzionali preposti (Prefettura, Guardia di Finanza, Dia,etc.). Il marchio “Mafia Free” oltre a tutelare il territorio dai coinvolgimenti negli anfratti dell’economia sommersa, dovrebbe essere usato come marchio promozionale di un territorio che niente vuole avere a che fare con qualsiasi tipo di illegaltà. Non possiamo non rilevare come la situazione attuale derivi dalle politiche scellerate degli ultimi 30 anni, che hanno determinato una situazione di assoluta incertezza nell’ambito degli operatori della struttura mercantile, prova ne è che il vigente regolamento comunale risale al 1971, mentre la struttura è stata consegnata agli operatori nel 1984 e la concessione della gestione con il Comune di Vittoria è stata siglata nel 2011. Tutto ciò ha determinato una condizione di diffuso senso di illegalità che insieme alle numerose ordinanze mai attuate hanno fatto si che abitudini consolidate hanno ridotto questa struttura ad una zona-franca per tutti coloro che hanno voluto saccheggiare il tessuto economico attraverso innumerevoli truffe. Certamente và fatto un plauso alla Guardia di Finanza per l’immane lavoro investigativo protrattosi per un biennio e che ha evidenziato ciò che tutti gli operatori sapevano da tempo. E’ con rammarico e con estrema umiltà che anche questa volta l’UDC di Vittoria riesce a cogliere nei fatti accaduti la fondatezza delle analisi effettuate dal 2008 si sono rivelate fondate sia sotto l’aspetto sociale che economico. Nel rispetto della città di Vittoria chiediamo a tutte le forze politiche nonché alla società civile di avviare un serio e sincero percorso teso a combattere quel senso di precarietà e di sfiducia che ha generato una diffusa illegalità.
P.IL COORDINAMENTO CITTADINO Dr. Salvo Barrano
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IL PRODOTTO MAFIA FREE DOVREBBE FAR AUMENTARE DI ALMENO 5 VOLTE IL PREZZO AI PRODUTTORI E DIMINUIRE SEMPRE DELLA STESSA PERCENTUALE AI "COMMISSIONARI-VENDITORI" E SOPRATTUTTO AI CONSUMATORI.ALLORA SI SAREBBE MAFIA FREE.UN SOLO INTERMEDIARIO TRA PRODUTTORE E CONSUMATORE.GRAZIE